La natura non è buona, né cattiva.
La natura è.
Le foglie che ingialliscono e cadono sono.
Ma gli occhi in quelle foglie possono vederci uno spettacolo, e continuare a vederlo anche dopo il disastro di questi giorni.
E’ difficile portare rancore alla natura.
La luce dello spogliatoio del circolo di tennis è accesa, ma dentro non c’è nessuno. Tutto è in ordine, le panche allineate al muro, gli attaccapanni liberi. Il mio compagno di gioco deve ancora arrivare ed evidentemente nessun altro deve giocare a quest’ora.
Appoggio la borsa, inizio a spogliarmi, indosso pantaloncini e maglietta. Mi siedo sulla panca e metto le scarpe bianche. Sto calzando la prima, la destra. Mi fermo. Penso che è il primo momento dal risveglio che mi trovo da solo, tolte delle distratte e veloci pause al bagno. Penso che sto facendo una cosa che nessuno sta vedendo. Ho una scarpa in mano, ne sento la consistenza, sento come il mio piede ci stia scivolando dentro. Avverto che sono poche le cose che faccio in solitudine, e pochi i momenti durante la mia giornata in cui sono solo, e ne sento in questo momento una forte esigenza. Forse perché, senza pubblico, rimango io e ciò che serve fare, e tutto si fa più vero, più necessario, non funzionale all’essere mostrato, esibito, rappresentato, utilizzato, dimostrato, strumentalizzato.
Come puoi leggere, amico, non ce l’ho fatta a consacrarlo per sempre un momento privato. E così, io e la mia scarpa, ora siamo qui esposti agli occhi del mondo nella stanza più buia che ci sia, quella di una pagina web tra milioni di altre pagine. La luce dello spogliatoio quando sono uscito è rimasta accesa. Che solitudine deliziosa quella luce accesa e nessuno dentro.
Il percettibile movimento è dovuto solo al mio battito cardiaco.
Difficile convincerlo a rallentare in quel momento.
Il terzo momento della serie “Ora mi fermo guardo e sto zitto” è dentro un bosco.
Sono tornato nel luogo dove era nata l’idea e ho trovato del grano maturo. La serie si chiama “Ora mi fermo guardo e sto zitto” ma mi sento di dire una cosa.. non rimarranno i buonismi e i cattivismi, esiste solo la bontà, quella che uno può coltivare e conservare dentro anche in momenti come questo, quando si fa buio. Come la bontà del grano.
Montagna nuda di uomini e arbusti.
Sono alpi austriache, alte fra valli strette e lunghe.
Una giornata in solitudine tra altezze e profondità, fuori e dentro.
Con me Eddie Vedder, un brano dal film “Into the Wild”. Ci stava, no?
I dettagli riescono ad animare le cose.
Da questa idea nasce cosevive, e da una luce di un luogo particolare.
La musica che accompagna queste immagini in movimento è dei Baustelle, il brano di apertura dell’album “Fantasma. Lugubre ed evocativa.