{"id":1751,"date":"2018-03-26T22:04:58","date_gmt":"2018-03-26T20:04:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertovian.it\/?p=1751"},"modified":"2018-03-26T22:04:58","modified_gmt":"2018-03-26T20:04:58","slug":"scautismo-e-legalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertovian.it\/?p=1751","title":{"rendered":"Scautismo e legalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Tempo fa per iniziare una riflessione si prendeva il dizionario e si cercava la definizione di ci\u00f2 che si voleva approfondire, ora si clicca su google. Allora scrivi legalit\u00e0 e dai invio. Escono dei link, uno di questi parla di Rita Atria, una ragazza che avr\u00e0 per sempre 17 anni e del giudice Borsellino. La curiosit\u00e0 cresce, approfondisco, clicco, leggo, riclicco..<\/p>\n<p>Mi commuovo, davvero, lacrime agli occhi.<\/p>\n<p>Chi era Rita Atria? Figlia di un boss di Partanna, nel Belice, che viene assassinato dalla malavita. La stessa fine tocca la fratello Nicola, diventato anche lui boss grazie allo spaccio di droga. La cognata diventa collaboratrice di giustizia, il fidanzato di Rita la ripudia, per il tradimento della parente. Rita, sola, decide di denunciare la mafia che ha ucciso suo padre e suo fratello, lo fa con Borsellino, il giudice buono, che diventa per lei come un padre. Viene nascosta a Roma, sotto nuova identit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1755\" aria-describedby=\"caption-attachment-1755\" style=\"width: 592px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1755\" src=\"http:\/\/www.robertovian.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/images_politica_borsellino.jpg\" alt=\"paolo borsellino\" width=\"592\" height=\"293\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1755\" class=\"wp-caption-text\">Paolo Borsellino<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nell\u2019estate del 92 Borsellino viene ammazzato, Rita non ce la fa ad andare avanti, si uccide dopo qualche mese, a 17 anni. Al suo funerale non parteciper\u00e0 nessuno, nemmeno sua madre. Cosa ha lasciato Rita? Un diario, dei pensieri.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_1754\" aria-describedby=\"caption-attachment-1754\" style=\"width: 451px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1754\" src=\"http:\/\/www.robertovian.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/rita-e-paolo-borsellino.jpg\" alt=\"rita atria\" width=\"451\" height=\"242\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1754\" class=\"wp-caption-text\">Rita Atria<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>\u201cOra che \u00e8 morto Borsellino, nessuno pu\u00f2 capire che vuoto ha lasciato nella mia vita.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti hanno paura ma io l&#8217;unica cosa di cui ho paura \u00e8 che lo Stato mafioso vincer\u00e0 e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi. Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c&#8217;\u00e8 nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi.<\/em><\/p>\n<p><em>Borsellino, sei morto per ci\u00f2 in cui credevi ma io senza di te sono morta.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;unico sistema per eliminare tale piaga \u00e8 rendere coscienti i ragazzi che vivono tra la mafia che al di fuori c&#8217;\u00e8 un altro mondo fatto di cose semplici, ma belle, di purezza, un mondo dove sei trattato per ci\u00f2 che sei, non perch\u00e9 sei figlio di questa o di quella persona, o perch\u00e9 hai pagato un pizzo per farti fare quel favore. Forse un mondo onesto non esister\u00e0 mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Ecco, Rita mi ha aiutato a focalizzare il tema di questa sera, di orientare la riflessione sulla Legalit\u00e0 e Scautismo.<\/p>\n<p>Rimando a dopo il compito di colmare la distanza tra la realt\u00e0 di Rita e quella dei ragazzi del nostro territorio.<\/p>\n<p>Io credo che a riflessione possa partire dal settimo articolo della Legge,<\/p>\n<h3><strong>\u201cLo scout sa obbedire\u201d.<\/strong><\/h3>\n<p>E\u2019 un articolo scomodo, quando noi capi stessi lo citiamo non possiamo non provare un certo imbarazzo, perch\u00e9 la parola in s\u00e9 \u00e8 fuori moda, ci ricorda la realt\u00e0 militare di Baden Powell, il nostro fondatore, dove la gerarchia e la disciplina obbligano a obbedire ai comandi ricevuti. Noi oggi non accettiamo ordini, al massimo possiamo ascoltare i consigli per gli acquisti, ma non gli ordini. I ragazzi a scuola filmano con il cellulare le bravate contro i prof, alle maestre \u00e8 vietato mettere in castigo i bimbi\u2026 insomma, non \u00e8 pi\u00f9 come una volta. Abbiamo una testa per pensare, per decidere, non occorre obbedire a nessuno. In realt\u00e0 penso che dietro a quel \u201csanno obbedire\u201d ci siano significati pi\u00f9 profondi.<\/p>\n<p>Dietro l\u2019obbedienza c\u2019\u00e8 la LIBERTA\u2019 di scelta, e non c\u2019\u00e8 scelta se in realt\u00e0 non si sa pi\u00f9 obbedire alla scelta fatta. Obbedire quindi alle regole proprie di ci\u00f2 che si sceglie. Possiamo chiamarla anche coerenza, o meglio ancora FEDELTA\u2019. Ecco allora che il campo \u00e8 sgombrato dall\u2019equivoco della declinazioni militare della parola \u201cobbedire\u201d, non si tratta di delegare ad altri il decidere di s\u00e9, ma di seguire con fedelt\u00e0 le strade che si intraprendono con scelte libere. Belle parole. Ma cosa significa per i lupetti, per gli esploratori, per i rover\u2026<\/p>\n<p>Significa:<\/p>\n<ul>\n<li>abituarli a pensare e decidere assieme le regole e gli impegni<\/li>\n<li>responsabilizzarli nel rispettare e far rispettare le regole e gli impegni decisi assieme<\/li>\n<\/ul>\n<p>Basta pensare alla Promessa Scout, dove promettiamo di rispettare la Legge, pensiamo alla dimensione del gioco dei lupetti, dove il rispetto delle regole \u00e8 importantissimo, pensiamo alla progressione personale, alle tappe, ai consigli della rupe e della Legge, alla carta di clan, alla partenza. Proponiamo da sempre e fino all\u2019ultimo occasioni di partecipazione alle decisioni della comunit\u00e0, e anche luoghi di verifica del rispetto delle regole.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un altro aspetto da sottolineare nell\u2019articolo della Legge, quel \u201csa\u201d obbedire. Si poteva scrivere \u201cLo scout obbedisce\u201d, ma \u00e8 stato scritto \u201csa obbedire\u201d. Obbedire diventa una virt\u00f9, una capacit\u00e0. Significa anche che pu\u00f2 capitare di scegliere di non obbedire, ma allora lo si deve fare a viso aperto.<\/p>\n<h3><strong>\u201cLo scout \u00e8 leale\u201d<\/strong><\/h3>\n<p>Se decido di non obbedire, con lealt\u00e0 lo faccio senza nascondermi, senza furbizia. Quante volte vediamo e subiamo regole sbagliate, leggi che tradiscono i valori in cui crediamo. Forse allora il disobbedire a viso aperto pu\u00f2 diventare testimonianza, denuncia, occasione di riflessione e di cambiamento. L\u2019uomo e la donna della partenza portano con s\u00e9 la sensibilit\u00e0 politica di chi, oltre a servire chi \u00e8 in bisogno, cercher\u00e0 di rimuovere le cause che conducono al bisogno, a volte pagando caro questo impegno. Sto pensando a chi si impegna poi in politica, nel sociale, ma anche ai moltissimi giovani che 25\/30 anni fa hanno pagato con il carcere l\u2019obiezione di coscienza al servizio militare, poi diventata una normale possibilit\u00e0 per tutti, per concludersi con l\u2019abolizione del servizio di leva. Hanno saputo disobbedire, a viso aperto, con lealt\u00e0, ma hanno disobbedito. E lo scautismo ha fatto la sua parte. Analoga storia per l\u2019obiezione fiscale, contro la spesa per gli armamenti. O prima ancora, durante il fascismo, per la libert\u00e0 di esprimere il proprio pensiero.<\/p>\n<h3>L\u2019ultimo articolo, il decimo, recita <strong>\u201cGli scout sono puri di pensieri, parole e azioni\u201d.<\/strong><\/h3>\n<p>E\u2019 l\u2019articolo a cui ho pensato leggendo le parole di Rita dove invita ad un auto-esame di coscienza, per sconfiggere la mafia dentro di noi, prima di combatterla fuori, negli altri. Qui siamo chiamati in primis noi capi, educatori, genitori. Siamo noi che prima degli altri dobbiamo fare una scelta di campo, dobbiamo credere nel rispetto delle regole, rinunciare alle scorciatoie, piantare paletti oltre ai quali decidere di non allontanarsi, costi quel che costi. Coerenza, rettitudine, convinzione nei principi e nei valori della democrazia, della partecipazione, della giustizia, della solidariet\u00e0, della legalit\u00e0. Questo dobbiamo scegliere dentro noi stessi, per noi stessi. Allora le nostre parole, anche se uguali a quelle di prima, diventeranno esortazioni, le nostre azioni diventeranno testimonianze. Altrimenti saranno parole che suoneranno fiacche agli orecchi dei pi\u00f9 giovani, prive di solidit\u00e0 e forza. Poco importa se stiamo parlando di una raccomandazione o di un pizzo, di una semplice evasione iva o dell\u2019eco-mafia. Il principio non cambia, \u00e8 diversa solo la proporzione.<\/p>\n<p>Ma come aiutare i ragazzi, i bambini, a coltivare i pensieri, le parole e le azioni pure? Ci viene nuovamente in aiuto Rita, quando dice vanno aiutati a scoprire \u201cche al di fuori c&#8217;\u00e8 un altro mondo fatto di cose semplici, ma belle, di purezza, un mondo dove sei trattato per ci\u00f2 che sei\u201d. Ecco perch\u00e9 insistere per le attivit\u00e0 all\u2019aperto, in mezzo alla natura, dove riscoprire le piccole grandi opere del creato, e stupirsi, meravigliarsi, contemplare. Lo zaino, la fatica, il fuoco, un piatto di pasta, la tenda, il sole, la pioggia, gli scarponi, il vento, la neve, il freddo, il caldo, il gioco, il canto, la danza, una corda, i nodi, una costruzione.. bastano di per s\u00e9 per tornare a dimensioni dimenticate dal \u201cno problem\u201d che ci propina oggi la tv, e per assaporare gioie vere, non artefatte, non costruite su menzogne, su lati oscuri di noi stessi.<\/p>\n<h3><strong>La distanza tra il sud e il nord<\/strong><\/h3>\n<p>Siamo un\u2019associazione con forti radici e valori condivisi, malgrado questo in Italia ci sono scautismi diversi. Proporre scoutismo a Palermo, nel quartiere Zen, non \u00e8 come proporlo a Milano, accanto al Duomo, e non \u00e8 come proporlo qui dove abitiamo. Quando alle nostre latitudini parliamo di mafia ci riferiamo ad un fenomeno che conosciamo perch\u00e9 ne abbiamo sentito parlare, ma non per esperienza. Quando ne parlano i capi scout del sud, ai campi scuola dove ci conosciamo e incontriamo, avverti che parlano di nomi, di volti, di faccende sotto casa loro. Quando parlano di ragazzi a rischio si riferiscono a figli di mafiosi, di malavitosi, di spacciatori. Quando parlano di cultura della legalit\u00e0 non si riferiscono al viaggio in tram senza biglietto o ai film scaricati da internet, parlano di spaccio, di morti ammazzati.<\/p>\n<p>Sono realt\u00e0 distanti dalle nostre, ma ho la netta sensazione che se al sud o nelle grandi metropoli il fenomeno sia evidente, da noi invece sia pi\u00f9 strisciante, pi\u00f9 subdolo. L\u2019impressione \u00e8 che da noi ci sia pi\u00f9 legalit\u00e0 dovuta alla repressione, alla possibilit\u00e0 di essere scoperti, e non tanto alla convinzione nei principi che la reggono. Non appena troviamo scorciatoie \u201dsicure\u201d, siamo pronti a percorrerle. E ci giustifichiamo, il governo \u00e8 ladro, le tasse troppo alte, ne paghiamo gi\u00e0 troppe, bisogna sapersi arrangiare, niente al confronto di cosa succede al sud, mi faccio giustizia da solo, \u00e8 frutto del mio lavoro\u2026 abusi edilizi, tasse evase, false dichiarazioni fiscali\u2026 fin tanto si pu\u00f2, fin tanto non si viene scoperti. Significa che abbiamo bisogno di educazione alla legalit\u00e0, perch\u00e9 non \u00e8 passato culturalmente il senso ma la paura della repressione, che probabilmente in altre regioni italiane \u00e8 meno sentita.<\/p>\n<p>Ecco coperta almeno in parte la distanza tra il Belice di Rita e i ragazzi del nostro territorio. Il senso della legalit\u00e0, il motivo per cui crederci.<\/p>\n<h3><strong>Il sogno e la testimonianza<\/strong><\/h3>\n<p>Concludendo, Rita nei suoi due pensieri citati porta alla luce due vere esigenze dei ragazzi, in particolare degli adolescenti: il sogno e la testimonianza. Hanno (ma tutti abbiamo) bisogno di sognare un mondo diverso, dove i principi e i valori vincano le mediocrit\u00e0 e le bassezze a cui siamo tutti portati. Hanno (ma tutti abbiamo) bisogno di trovare e avere accanto persone che ci rendano evidente che \u00e8 possibile un altro modo di pensare, testimoni coerenti, nella semplicit\u00e0, nella concretezza quotidiana, ma solidi, veri, autentici, affidabili.<\/p>\n<p>Noi adulti offriamo il sogno e la testimonianza?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tempo fa per iniziare una riflessione si prendeva il dizionario e si cercava la definizione di ci\u00f2 che si voleva approfondire, ora si clicca su google. Allora scrivi legalit\u00e0 e dai invio. Escono dei link, uno di questi parla di Rita Atria, una ragazza che avr\u00e0 per sempre 17 anni e del giudice Borsellino. 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