{"id":1853,"date":"2018-05-24T23:39:05","date_gmt":"2018-05-24T21:39:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertovian.it\/?p=1853"},"modified":"2018-05-24T23:39:05","modified_gmt":"2018-05-24T21:39:05","slug":"essere-adulti-e-le-relazioni-tra-adulti-in-comunita-capi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertovian.it\/?p=1853","title":{"rendered":"Essere adulti e le relazioni tra adulti in Comunit\u00e0 Capi"},"content":{"rendered":"<p>Sondaggio: voi, in fondo in fondo, pensate veramente di essere degli adulti?<\/p>\n<p>Credo che diventare adulti oggi non sia un traguardo accattivante.<br \/>\nFatichiamo a diventarlo perch\u00e9 essere adulti significa fatica, responsabilit\u00e0, impegno, coerenza\u2026<br \/>\nAllora lo diventiamo per inerzia.<br \/>\nCredo che oggi si diventa adulti per inerzia, non per scelta.<br \/>\nTi ritrovi adulto, \u00e8 un po\u2019 ti dispiace.<\/p>\n<p>Fatico a pensare alle coca come comunit\u00e0 di adulti. Era un sogno di qualche decennio fa, quando si inorridiva al solo pensiero della \u201cquarta branca\u201d. Animatore della coca, questa era la figura. Adesso c\u2019\u00e8 il capogruppo, che non \u00e8 solo un \u201crappresentante\u201d o un \u201canimatore\u201d della coca.<br \/>\nFatico anche a far morire il sogno di una comunit\u00e0 di persone che scelgono di servire, di voler bene ai ragazzi con consapevolezza e maturit\u00e0. Non accetto l\u2019idea di fare solo animazione. Noi siamo educatori.<\/p>\n<p>Quali sono i motivi di questa <strong>doppia anima<\/strong> della coca?<br \/>\nSono alcune immaturit\u00e0 a volte fisiologiche o sociali e altre strutturali, proprie del nostro modo di fare scoutismo. Vediamone alcune.<\/p>\n<h2>\u201cCi sto perch\u00e9 mi fa stare bene\u201d, e non \u201cci sto per servire\u201d<\/h2>\n<p>Le coca spesso sono un di pi\u00f9, una medicina amara per poter far servizio con i ragazzi.<br \/>\nE\u2019 pi\u00f9 importante e gratificante fare attivit\u00e0 che non partecipare in coca (+ zona, regione).<br \/>\nMa allora qual \u00e8 la qualit\u00e0 della scelta di servizio. E\u2019 possibile per un ragazzo di 20 anni fare una scelta di servizio, oggi?<\/p>\n<p>\u201cI giovani capi si trovano in una fase della loro vita dominata dal desiderio di relazioni affettive stabili e , spesso, dall\u2019ansia di trovare una proprio collocazione nel mondo del lavoro. In questo quadro di forte instabilit\u00e0 viene chiesta loro un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 e di competenze che li porta a dirottare i loro interessi sugli altri, spesso distogliendolo da se stessi, con la conseguenza di perderli nel giro di pochi anni.\u201d<\/p>\n<p>Come agesci ci dimentichiamo spesso che le analisi giovanili riguardano anche i nostri giovani capi, e quando diciamo che si compiono scelte serie solo a 30 anni dimentichiamo che la partenza noi la diamo a venti, e che poi, in coca, a questi ragazzi chiediamo di aderire al patto associativo ! (l\u2019avete presente?), di essere fedeli e di rimanere 3 anni\u2026<br \/>\n<u>E\u2019 bene puntare alto, ma ricordiamoci delle \u201cali\u201d ancora fragili, qualcuno deve pensarci\u2026<br \/>\n<\/u><u>Credo che ci voglia consapevolezza (scelta), gradualit\u00e0 (gradini che devono rendersi visibili) e sano protagonismo.<\/u><\/p>\n<h2>Staff, non pattuglie<\/h2>\n<p>Le caratteristiche principali sono il verticalismo, la presa di responsabilit\u00e0, la progettualit\u00e0. Quale verticalismo offrono le nostre staff? E progettualit\u00e0? Spesso come capigruppo sottovalutiamo l\u2019importanza di una buona esperienza di staff, per privilegiare quella di coca.<br \/>\nA volte non entriamo in merito a ci\u00f2 che accade nelle staff, e ci meravigliamo quando i problemi e i conflitti esplodono violenti in coca. <u>Meglio prevenire che curare, e quindi dobbiamo infilare la testa nelle staff.<\/u><\/p>\n<h2>La figura del capo gruppo<\/h2>\n<p>Cosa deve essere il capo gruppo? Coordinatore, moderatore, organizzatore, burocrate, oppure anche riferimento umano e morale ? Qual \u00e8 il criterio che usiamo in coca ad inizio anno per scegliere il capogruppo?<br \/>\nProgetto del capo come progressione personale?<br \/>\nCi\u00f2 non toglie che la coca deve camminare con le proprie gambe, e non con quelle del capogruppo. Le responsabilit\u00e0 della coca devono rimanere tali, guai se il capogruppo per efficienza o senso del dovere se ne fa carico.<br \/>\nE\u2019 difficile essere riferimento umano e morale se non c\u2019\u00e8 un\u2019adeguata esperienza alle spalle e alcune capacit\u00e0 di mediazione, equilibrio, senso delle cose, ragionevolezza e amore per i capi.<br \/>\nNon tutti i bravi capi riescono ad essere dei bravi capigruppo, oppure si pu\u00f2 esserlo in un certo momento della propria esperienza scout. <u>La coca deve farsi carico della delicatezza di questo ruolo, e quando si fanno le staff deve tenerne conto (primo ruolo da trovare?).<\/u><\/p>\n<h2>Cammino di fede<\/h2>\n<p>Spesso lo si intuisce come strumento per l\u2019attivit\u00e0, pensando che i destinatari siano soltanto i ragazzi. In coca viviamo un percorso di fede che ci aiuti a motivare il nostro essere educatori?La fede \u00e8 il motivo per cui serviamo?<br \/>\nCredo inevitabile che chi entra in coca non sia solo motivato dalla fede: il percorso che la coca deve fare \u00e8 arrivare a maturare questo senso del servizio. Pu\u00f2 anche darlo per scontato, dando la colpa ai capi clan, ma ne pagher\u00e0 le conseguenze.<br \/>\nMa fede il pi\u00f9 possibile legata alla vita. Uno dei problemi pi\u00f9 grandi del mondo cattolico \u00e8 il distacco tra fede e vita. <u>Scarseggiano i testimoni \u201ccerniera\u201d, chi riesce a raccordare il mondo delle pratiche religiose con quello che ha a che fare con il senso della vita.<\/u><\/p>\n<h2>La figura dell\u2019assistente<\/h2>\n<p>La fede non pu\u00f2 continuare a fare da cornicetta alle nostre attivit\u00e0. In coca, come adulti, dobbiamo fare esperienza di Ges\u00f9 e di salvezza, non abbiamo scelta. E allora la presenza di un assistente diventa importante, altrimenti possiamo usare anche i bignami di catechesi. Credo comunque utili e importanti le catechesi, i momenti formativi, magari assieme all\u2019AC per ottimizzare i tempi, ma Ges\u00f9 non passa attraverso una conferenza plenaria. Ges\u00f9 ha creato una comunit\u00e0 di 12 apostoli, non di 1200, e con loro ha mangiato, ha dormito, ha risposto alle domande pi\u00f9 ingenue, ha sostenuto nelle debolezze pi\u00f9 umane, ha sofferto per i tradimenti. C\u2019\u00e8 stata esperienza di comunit\u00e0. Poi li ha mandati.<\/p>\n<p>\u201cUna cosa che ho capito per strada guardando le comunit\u00e0 capi \u00e8 che \u00e8 perfettamente inutile richiamarsi al dover essere di una comunit\u00e0 se non si \u00e8 sperimentato almeno in qualche misura il piacere di essere una comunit\u00e0 e l\u2019aiuto che d\u00e0 essere una comunit\u00e0. Occorre sperimentare ci\u00f2 che la comunit\u00e0 d\u00e0 in termini di positivit\u00e0, di sostegno, di allegria.\u201d Anna Perale<\/p>\n<p>Se le risorse mancano, se le vocazioni diminuiscono, se il tempo \u00e8 tiranno, la soluzione per me non sta nelle catechesi di massa, n\u00e9 sui canali satellitari, n\u00e9 su internet. Sta nel prendersi cura di piccole comunit\u00e0 di laici perch\u00e9 poi germoglino in comunit\u00e0 pi\u00f9 ampie.<br \/>\nQuindi non momenti di preghiera confezionati ad arte da professionisti, ma presenza e supporto nei maldestri tentativi laici di pregare il Signore.<br \/>\n<u>Sostegno ai capi nella costruzione di itinerari di catechesi per i ragazzi che mettano in evidenza la centralit\u00e0 del messaggio di Cristo.<br \/>\n<\/u><u>Sostegno ai capi nelle loro fragilit\u00e0, nei momenti in cui il capo bambino prende il sopravvento sul capo adulto, quando nemmeno il capogruppo pu\u00f2 farci molto.<br \/>\n<\/u>Lo so, sto facendo riferimento alla figura di un AE con del tempo da spendere e di una certa esperienza, ma, ripeto, il problema non \u00e8 di tipo culturale, \u00e8 relazionale.<\/p>\n<h2>La formazione in coca<\/h2>\n<p>Credo ci sia bisogno di un delicato mix. In linea di massima l\u2019iter associativo dovrebbe garantire una buona preparazione metodologica, supportata dalla zona. Non spenderei il tempo della coca in tecniche, anche se a volte \u00e8 necessario. La coca, per come \u00e8 fatta, per i numeri, per la sua fisionomia, la vedrei riflettere sull\u2019intenzionalit\u00e0 educativa che dobbiamo e possiamo agganciare agli strumenti, sulla realizzazione e di un progetto educativo che contraddistingue la nostra associazione dalle altre, sulla visione di un sogno pi\u00f9 o meno condiviso che \u00e8 il vero motore di un capo e di una coca, cio\u00e8 l\u2019orizzonte di qualcosa di pi\u00f9 grande dell\u2019attivit\u00e0, del lupetto, del campo, del mio essere in coca oggi e in questo gruppo.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 difficile. Bisogna che la coca riesca ad uscire da se stessa, e cammini per la strada del proprio quartiere e paese, strabica perch\u00e9 con un occhio deve guardare la crisi in Iraq, la globalizzazione, i problemi ambientali, e con l\u2019altro il tessuto sociale della piazza in cui vive, le tensioni in parrocchia, la discarica del paese vicino. Se per un anno di attivit\u00e0 di coca abbiamo solo parlato di come si fa la progressione personale e il nodo piano forse avremmo perso alcune opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Lo scautismo non \u00e8 \u201cvecchio\u201d. Alcune tecniche per accendere un fuoco o per legare i pali erano gi\u00e0 \u201cinutili\u201d nell\u2019Inghilterra di BP. Il problema \u00e8 che ci ricordiamo cosa fare ma ci sfugge a volte il motivo per cui lo proponiamo. E i ragazzi avvertono l\u2019inutilit\u00e0 delle esperienze perch\u00e9 non vengono aiutati a coglierne il senso. Non che debba essere spiegato, ma deve essere almeno chiaro in mente di chi conduce l\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p>A cosa dobbiamo educare? Qual \u00e8 l\u2019uomo e la donna della partenza?<\/p>\n<p>\u201cAdulti paurosi di ogni diversit\u00e0 e di perdere qualcosa nella condivisione con altri di diritti ed opportunit\u00e0, sempre in gara con tutti, tristi e abbronzati, oppure donne e uomini che hanno obiettivi alti, al limite del sogno, che sanno rischiare e anche perdere, farsi carico di persone e situazioni, avendo scoperto in questo la felicit\u00e0 dell\u2019esserci, la ricchezza della strada, la bellezza della condivisione?\u201d<\/p>\n<p>Sappiamo raccordare la pionieristica o la route con venti kg sulle spalle in agosto con questo sogno?<br \/>\nAnna Perale parlava di \u201ccrescita permanente\u201d pi\u00f9 che \u201cformazione permanente\u201d, che dal pi\u00f9 il senso di capi da aiutare a crescere, non dando per scontato nulla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sondaggio: voi, in fondo in fondo, pensate veramente di essere degli adulti? 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