{"id":1875,"date":"2018-06-22T01:08:50","date_gmt":"2018-06-21T23:08:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertovian.it\/?p=1875"},"modified":"2018-06-22T01:08:50","modified_gmt":"2018-06-21T23:08:50","slug":"quasi-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertovian.it\/?p=1875","title":{"rendered":"Quasi solo"},"content":{"rendered":"<h3><em>Suggestioni semplici e spontanee sulla grande domanda:<br \/>\nio e Dio oppure noi e Dio?<\/em><\/h3>\n<p>Il titolo del pezzo potrebbe gi\u00e0 rappresentare la sintesi di quello che vorrei dire e dir\u00f2, ma mi rendo conto di non potermela cavare cos\u00ec.<\/p>\n<p>Non sono un esperto di fede, n\u00e9 penso di averne in abbondanza, tuttavia scrivo queste righe perch\u00e9 Silvia me l\u2019ha chiesto perentoriamente e perch\u00e9 il tema mi ha offerto qualche suggestione che vorrei condividere.<\/p>\n<p>La grande domanda (semplificata) \u00e8 se la fede sia una questione personale e intima e quanto invece vada collocata in una dimensione comunitaria. Da scout non potremmo che dire \u201cquesto e quello\u201d, magari un po\u2019 pi\u00f9 quello di questo, se non altro perch\u00e9 nelle nostre attivit\u00e0 i momenti di deserto sono di solito meno frequenti delle Messe, veglie, preghiere e celebrazioni.. noi scout siamo pragmatici, contiamo le esperienze e traiamo le conclusioni.<\/p>\n<p>Cercando per\u00f2 di andare un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0, e per dare dei contorni alla questione, ho pensato agli estremi dell\u2019esperienza umana, la nascita e la morte, e ho cercato di rispondere alla grande domanda percorrendo ci\u00f2 che sta in mezzo alle due fasi della vita. Tranquilli, ci impiegher\u00f2 poco.<\/p>\n<p>Veniamo al mondo e ci battezzano dopo pochi mesi, manco sappiamo distinguere alla festa gli amici dai parenti ma gi\u00e0 c\u2019\u00e8 chi si preoccupa della nostra fede, ci inizia al credo. E la comunit\u00e0 parrocchiale ci accoglie con un grande abbraccio.<\/p>\n<p>Si prosegue, con il catechismo, la Comunione, la Cresima, tutto prima dell\u2019adolescenza, per carit\u00e0, chiss\u00e0 poi cosa pu\u00f2 accadere. Genitori, catechisti, preti, suore, capi scout\u2026 siamo circondati da persone che ci guidano e ci aiutano a credere, a fidarci di Dio. E poi siamo sempre in gruppo, assieme ai nostri compagni, agli amici, in comunit\u00e0. Gruppi giovanili, servizio scout, AC, incontri vocazionali, campi scuola, corsi per fidanzati, corsi di preparazione al matrimonio.. Ci si sposa! Quanti siamo in chiesa! Che canti, che calore, che abbraccio. Dio \u00e8 in mezzo a noi.<\/p>\n<p>Il lavoro, che c\u2019\u00e8 e non c\u2019\u00e8, la casa, il mutuo. Progettiamo, \u00e8 il nostro forte. Facciamo un figlio. Arriva o non arriva? Arriva, eccolo. Lo battezziamo, e via cos\u00ec.<\/p>\n<p>Ma gi\u00e0 c\u2019\u00e8 meno gente in giro. Gi\u00e0 avvertiamo che quando diciamo \u201ccomunit\u00e0\u201d suona diverso da un tempo, quella della nostra famiglia \u00e8 concreta, reale, l\u2019altra, quella fuori, risuona lontana. Ci \u00e8 utile ma non ci \u00e8 pi\u00f9 indispensabile, e noi non lo siamo pi\u00f9 per lei. La cerchiamo quando siamo in difficolt\u00e0, spesso ci delude, a volte ci intenerisce. Che nostalgia di quei tempi&#8230;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che una fase mi sembra una tendenza, quella che ci porta con l\u2019et\u00e0 a relativizzare e disincantare la \u201ccomunit\u00e0\u201d, quella concepita e maturata da ragazzi, e a dare sempre pi\u00f9 valore alla dimensione personale, nolenti o volenti perch\u00e9 pi\u00f9 che scelta sa di evoluzione naturale, tensione fisiologica, confermata anche da ci\u00f2 che accade alla fine della nostra esperienza umana, quando si muore e lo si fa da soli, non in compagnia di altri.<\/p>\n<p>Ma la fede? La fede a mio parere segue (o guida) questo percorso. All\u2019inizio Dio \u00e8 festa, \u00e8 gioia, \u00e8 noi assieme agli altri, \u00e8 padre di noi figli piccoli. Abbiamo bisogno di essere accompagnati, presi per mano, introdotti da testimoni, guide, persone. Poi iniziamo a muovere i primi passi, Dio ci lascia la mano e ci guarda da dietro l\u2019angolo, pronto ad intervenire ma anche ad attendere i nostri silenzi, le nostre lontananze. E qui anche il compito della comunit\u00e0 cambia. Ci si confronta, si discute, ma da pari. Abbiamo le nostre idee e il nostro modo di essere cristiani, e non ho detto cattolici perch\u00e9 accade di prendersi qualche libert\u00e0 e distanza da chi, in qualche modo, indica come dovrebbe essere la nostra fede.<\/p>\n<p>Insomma, la festa non dura tutta la vita, come l\u2019infanzia. E la comunit\u00e0 si trasforma da \u201cvalore\u201d a \u201cstrumento\u201d, e cambia molto. Mi domando se arriveremo a concepire anche quella della nostra famiglia una comunit\u00e0 \u201cstrumento\u201d nelle mani di Dio e non un valore assoluto della nostra vita\u2026 Riusciremo a riconoscere questa prerogativa a Dio? \u201cSe uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non pu\u00f2 essere mio discepolo.\u201d Lc 14, 25-33. All\u2019inizio dicevo che la mia fede non \u00e8 abbondante, e lo dicevo anche per questo difficile passaggio che dovr\u00f2 e dovremo fare.<\/p>\n<p>Ma in fondo quello che sto scrivendo \u00e8 aria fritta, e la padella in cui continua a friggere da cento anni \u00e8 l\u2019esperienza scout. Scoperta, competenza, responsabilit\u00e0 e poi ancora scoperta, competenza e responsabilit\u00e0. Questa spirale che vista dall\u2019alto \u00e8 un cerchio perfetto ma vista di lato si estende all\u2019infinito rappresenta dunque la nostra esperienza umana, o meglio, quella di noi uomini credenti.<\/p>\n<p>La dimensione comunitaria, da quella familiare a quella scout, da quella parrocchiale a quella civile, \u00e8 il luogo dove viviamo la <u>scoperta di Dio<\/u> e affiniamo le nostre <u>competenze\/esperienze<\/u>, e con queste \u201ctappe\u201d appiccicate alla camicia approdiamo alla <u>responsabilit\u00e0 personale<\/u> di ognuno di noi, dove il compito \u00e8 cercare Dio, di trovarlo nel significato delle cose e della vita, di appropriarsi di Dio\/senso di ogni cosa, spogliando la nostra esperienza di fede dagli orpelli infantili, dagli addobbi tradizionali, storici e consunti, dal \u201cdi pi\u00f9 che non serve\u201d che caratterizza anche alcune nostre attivit\u00e0 di catechesi, anche le nostre preghiere, e non faccio altri esempi cos\u00ec ognuno potr\u00e0 pensare ai propri. Per arrivare a Lui, senza distinguerlo da noi stessi. Ma questa fatica non potremo delegarla alla comunit\u00e0, \u00e8 roba nostra, e nel realizzarla saremo <strong><em>quasi soli<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Dio, credo, ci chieder\u00e0 se in questa ricerca ci siamo tirati su le maniche della camicia. Avvolte all\u2019interno, si intende.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Suggestioni semplici e spontanee sulla grande domanda: io e Dio oppure noi e Dio? Il titolo del pezzo potrebbe gi\u00e0 rappresentare la sintesi di quello che vorrei dire e dir\u00f2, ma mi rendo conto di non potermela cavare cos\u00ec. 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