{"id":2161,"date":"2020-10-08T22:44:47","date_gmt":"2020-10-08T20:44:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertovian.it\/?p=2161"},"modified":"2020-10-08T22:44:47","modified_gmt":"2020-10-08T20:44:47","slug":"il-valore-del-servizio-di-quadro-agesci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertovian.it\/?p=2161","title":{"rendered":"Il valore del servizio (di quadro)"},"content":{"rendered":"\n<p>Cos\u00ec mi sono raccontato un giorno all\u2019incontro di Interbranca di Zona<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201c&#8230; lo scopo dell\u2019Associazione \u00e8 contribuire [&#8230;] alla crescita dei ragazzi come persone significative e felici.\u201d ovvero \u201cil valore educativo del servizio (di quadro)\u201d. <\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>&#8211; Il quadro \u00e8 quindi un capo che, avendo maturato le scelte del Patto associativo, si mette a disposizione per un servizio temporaneo di sostegno all\u2019azione educativa dei capi educatori <\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Ci sono i ragazzi, i capi e i quadri.<br>\nA volte i quadri tornano ad essere capi, e i capi tornano ad essere ragazzi.\nTalvolta i quadri, facendo una doppia capriola, tornano ragazzi.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Vi racconter\u00f2 di me, mi \u00e8 stato chiesto e io ho accettato perch\u00e9 raccontarsi fa sempre piacere, e non capita\nspesso che ti venga chiesto. Raccontiamo spesso la nostra storia a noi stessi, ripercorrendola, ri-godendo\ndei successi, tormentandoci degli errori commessi, riposizionandoci in certi momenti della nostra storia e\nimmaginando di scegliere strade diverse da quelle prese, cercando risposte di ieri a domande di oggi. Ma\nraccontarsi ad altri \u00e8 un\u2019altra cosa, \u00e8 un\u2019avventura e comporta dei rischi, bisogna metterci attenzione.\n<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Partiamo da adesso. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho cinquanta anni, e davvero non so come faccio ad averli.<br>\nOgni giorno porto un bambino e una ragazzina a scuola, poi lavoro, alla sera li prendo dai nonni, mi siedo a\ntavola con loro e mia moglie, rido, parlo, li riprendo, ascolto il racconto della loro giornata, quello che a loro\nva di raccontare, guardo serie tv, leggo libri e mi addormento. Prima di addormentarmi a volte prego, e\ntorno ragazzo. A volte mi preoccupo del futuro, e torno adulto. A volte mi chiedo se esisto davvero, e penso\na Matrix.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Pensavo fosse semplice crescere dei figli, mi sbagliavo di grosso. Il problema pi\u00f9 evidente \u00e8 che finita\nqualsiasi attivit\u00e0 nessuno viene a prenderli, ma restano con te. E questo significa che non c\u2019\u00e8 qualcun altro a\ncui scaricare responsabilit\u00e0 e che loro, i figli, ti guardano anche quando ti guardi allo specchio, quando\nlitighi con la loro mamma, e quando \u00e8 lampante che non ne puoi pi\u00f9 e ti auguri di essere in un Truman\nShow. Non \u00e8 vero, il problema pi\u00f9 evidente \u00e8 che pensavo di essere migliore di come sono.<br>\nErrore di valutazione causato da condizioni particolarmente favorevoli al momento del test.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Ma io devo parlarvi del servizio. E\u2019 passato un po\u2019 da quando chiedevo ai partenti di prendersi la\nresponsabilit\u00e0 di un servizio, e di coltivare questa dimensione di vita.<br>\nA cosa pensavo quando chiedevo questo? Non pensavo la stessa cosa che penso adesso, questo \u00e8 sicuro.\nGlissiamo, al momento, e diciamo allora che l\u2019ultimo servizio che ho svolto \u00e8 quello politico, ma proprio\npolitico, all\u2019interno di un partito. Calcisticamente parlando abbiamo perso le elezioni 3 a 1, ma non ritengo\ndi aver perso tempo. E\u2019 un mondo diverso da quello scout, anche se alcune parole chiave comuni possono\nconfondere. \u201cLa democrazia \u00e8 la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono\nsperimentate fino ad ora\u201d, diceva Churchill. La politica scandalizza perch\u00e9 riflette nell\u2019intimo quello che\nsiamo, e quello che siamo talvolta scandalizza.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Ma torniamo ancora pi\u00f9 indietro, e soprattutto torniamo in Agesci.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Ho svolto il servizio di <em>responsabile della comunicazione regionale<\/em>, la rivista regionale e sito web, per capirci. Con la scusa di essere un informatico sono riuscito a fare quello che pi\u00f9 mi sarebbe piaciuto fare nella vita, occuparmi di comunicazione, scritta, visiva, audio, musicale&#8230; L\u2019ho fatto assieme ad amici con cui ho condiviso il servizio in regione. Quanto bello \u00e8 fare servizio tra amici. E quanto bello \u00e8 se trovi tra questi dei sognatori, qualcuno che guarda quello che ancora non c\u2019\u00e8 e chiss\u00e0 se ci sar\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Prima e durante, siamo tra il 2002 e il 2005, ho svolto il servizio di <em>Consigliere Generale<\/em>. L\u2019ho preso come un onore, un segno di stima da parte dei capi della zona che mi hanno proposto e dei regionali che mi volevano bene. In Agesci \u00e8 cos\u00ec, anche.<br> A Bracciano si fa la storia, te ne rendi conto quando ci arrivi. Pi\u00f9 che altro capisci che non c\u2019\u00e8 un\u2019altra assemblea Agesci ancora pi\u00f9 \u201csu\u201d, e che l\u00ec si decide. Talvolta decisioni poco rilevanti per chi sta con i ragazzi, altre invece davvero determinanti. E ti chiedi se hanno fatto bene a darti tanta fiducia. Per fortuna i consiglieri generali sono molti, responsabilit\u00e0 condivisa. A Bracciano si \u201cgioca\u201d anche alla democrazia citata da Churchill, si fa pratica. Poi qualcuno fa anche il salto e lo vedi in tv, ma senza fazzolettone. Giusto, augurabile e rischioso. I consiglieri regionali del V*****, assieme ai responsabili regionali, formano la cosiddetta squadriglia Aquile: ho avuto proprio dei bei squadriglieri, persone interessanti, che hanno lasciato un segno. E quanto mi sono divertito. <\/p>\n\n\n\n<p>Capita che gli ex <em>responsabili di zona<\/em> diventino consiglieri generali, si capitalizza l\u2019esperienza. Cos\u00ec \u00e8 capitato anche a me, perch\u00e9 sono stato in precedenza RZ. Esperienza molto bella, la ricordo come fra le pi\u00f9 ricche che lo scautismo mi ha regalato. Per le relazioni, soprattutto. Per il senso di responsabilit\u00e0 che pian piano avverti necessario ed essenziale, e per la richiesta che senti impellente da parte dei capi di uno scautismo sostenibile, in termini di impegno, di senso e soprattutto felice. Servire con il sorriso. Ieri come oggi, credo. La collegialit\u00e0 del comitato \u00e8 un mantra che mi \u00e8 entrato dentro in quegli anni. Necessaria quanto complicata. E ricordo anche la preoccupazione, inevitabile quanto inutile, che quanto costruito assieme al comitato non venisse perso da chi ci avrebbe sostituito. C\u2019\u00e8 del sano in questa preoccupazione, ma c\u2019\u00e8 anche un filo di presunzione che va riconosciuta come tale. Accade quando crediamo di aver fatto un buon lavoro e ci dimentichiamo che anche questo \u201cbuon lavoro\u201d \u00e8 uno strumento in mano ad altri, un foglio che vola nel vento, e che noi siamo di passaggio anche come capi. <\/p>\n\n\n\n<p>Ora invece vi racconto di cosa ho fatto davvero con grande soddisfazione e gratificazione personale, quasi in modo disdicevole: il <em>formatore di campi metodologici R\/S<\/em>. Con Mario, Sandra, Piero e Matteo abbiamo veramente goduto nel dare tempo, pensieri e sogni a questi eventi in cui arrivavano dei capi ignari di quanto gli sarebbe successo. Lo ripeto, quanto bello \u00e8 fare servizio tra amici. Sono stati 4 o 5 anni che hanno segnato la mia esistenza, lo dico con un filo di imbarazzo. Non sappiamo se quelle persone sono diventate dei bravi capi clan o maestri dei novizi, non sappiamo se lo sono stati per molto o poco tempo. Di certo sono stati incontri in cui prima del metodo si cercava di passare il senso dell\u2019essere capi e il privilegio di potersi relazionare in modo cos\u00ec importante con i ragazzi. Ci piace ancora ricordarci come una staff anomala, fuori dagli schemi. In realt\u00e0 eravamo e siamo amici e appassionati. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma torniamo a casa, a R*******. Prima di RZ sono stato <em>capo gruppo<\/em>, altro momento importante. Lo sono stato in un momento delicato del gruppo, quando sono usciti del tutto i capi della generazione precedente e mi sono accorto che toccava alla mia prendersi la responsabilit\u00e0.<br> Ma anche quando \u00e8 iniziato un doloroso percorso di non relazione con il nostro precedente parroco. E\u2019 un capitolo molto triste del nostro gruppo e del nostro paese, durato tanti anni, troppi. Ora per\u00f2 \u00e8 iniziato qualcosa di nuovo e di molto interessante. \u201cC\u2019era un tempo sognato che bisognava sognare\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Dell\u2019esperienza da capo gruppo ricordo i festeggiamenti per il 25\u00b0 anniversario, il campo di gruppo, la Route\nNazionale per Capi del 1997. Si, sono stato anche fortunato.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Vi dicevo del formatore R\/S. Lo sono stato perch\u00e9 io sono stato e sono, credo, un capo R\/S, pi\u00f9 che un capo. Sono stato <em><strong>capo clan<\/strong><\/em> per 7 anni, oltre che <em>incaricato di branca<\/em> prima nella zona di C*********** e poi di S*****, e mi sono innamorato di questa branca, della strada, dello zaino in spalla, di quel \u201cServire\u201d perentorio, senza se e senza ma. Della comunit\u00e0. Tutte le altre comunit\u00e0 che ho conosciuto dopo hanno dovuto confrontarsi con quella del clan, e devo dire che non ne sono uscite bene. Non voglio divulgarmi oltre su questa esperienza, \u00e8 facile che molti di voi possano farlo meglio di me, come potrebbero farlo chi ha vissuto o sta vivendo l\u2019esperienza di educatore in branco, dove ho trascorso i due anni successivi alla mia Partenza. <\/p>\n\n\n\n<p>Se dovessi restare al titolo del libro che avete scelto, e chiss\u00e0 perch\u00e9 lo avete scelto, dovrei terminare qui.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Invece non \u00e8 finita qui, anche se manca poco, e posso dirvi adesso di avere scelto questa narrazione al contrario per un preciso motivo. Una <strong>cintura<\/strong> e un <strong>fazzolettone<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono entrato negli scout a R*******, nel 1980, direttamente al terzo anno di reparto.<br> Ma il primo fazzolettone l\u2019ho indossato qualche anno prima, e non era rossoblu.<br> Abitavo a Z*******, andavo alle elementari. Avevo ricevuto in regalo da uno zio, di S*****, un suo fazzolettone giallo e rosso, non credo scout, magari dell\u2019azione cattolica o gi\u00f9 di l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><br> Avevo ricevuto per la comunione da un altro zio, questa volta scout, il libro \u201c<strong>Manuale del Trapper<\/strong>\u201d, e avevo deciso di costruirmi la cintura di sopravvivenza, con dei piccoli cilindretti contenitori per custodire ago e filo e fiammiferi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" data-id=\"2164\" src=\"http:\/\/www.robertovian.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/92908473_2455497248096849_8480692631402184704_o-e1602190079784.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2164\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" data-id=\"2163\" src=\"http:\/\/www.robertovian.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Schermata-2020-10-08-alle-22.41.05.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2163\"\/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><br> Con il fazzolettone giallo e rosso e con la mia cintura da trapper, mi sono avventurato assieme ad un compagno di scuola per i campi di granoturco, e ho acceso il mio primo fuoco dove ho abbrustolito la mia prima pannocchia. Grazie al fiammifero asciutto contenuto nel cilindretto alla cintura.<br> <strong>Ecco dove sta il senso del mio scautismo, non \u00e8 alla fine, ma all\u2019inizio<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Ora, quel fazzolettone voleva dire <strong>appartenenza<\/strong>, quei colori indicavano qualcuno che in essi si riconosceva, e io, pur non sapendo chi fosse questa comunit\u00e0 e neanche sapendo che si poteva chiamarla cos\u00ec, desideravo appartenervi. La mia pannocchia dovevo bruciacchiarla assieme all\u2019amico e a questa comunit\u00e0 ignara del fatto che anch\u2019io quel giorno ne facevo parte. <\/p>\n\n\n\n<p>Ora, quella cintura con l\u2019elastico di mutanda che teneva le scatoline cilindriche dei rullini fotografici, voleva dire <strong>avventura e autonomia<\/strong>. Poteva scatenarsi l\u2019inferno e scendere un diluvio, ma i miei fiammiferi erano al sicuro. Paura e coraggio. <\/p>\n\n\n\n<p>Tutta la mia esperienza scout, soprattutto da capo, l\u2019ho vissuta con queste due domande che vengono dal cuore: <strong>comunit\u00e0 e sfida con se stessi<\/strong>. Posso farcela a vivere, assieme agli altri. <\/p>\n\n\n\n<p>Non ho altre parole a disposizione.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Chiedete ai ragazzi, chiediamo ai nostri figli. <em><strong>Ask the boy<\/strong><\/em>. Loro hanno la risposta. <\/p>\n\n\n\n<p>PS: la foto del fazzolettone giallo e rosso l&#8217;ho presa in prestito dal profilo FB di un gruppo a cui appartiene un caro amico, Enrico, che non vedo mai. Abbiamo vissuto assieme il CFM e CFA, o meglio il 1\u00b0 e 2\u00b0 tempo, entrambi RS, entrambi sulle colline di Conegliano, entrambi in tenda assieme. Un&#8217;altra amicizia che ha trovato un posto nel cuore al di l\u00e0 del tempo e dello spazio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec mi sono raccontato un giorno all\u2019incontro di Interbranca di Zona \u201c&#8230; lo scopo dell\u2019Associazione \u00e8 contribuire [&#8230;] alla crescita dei ragazzi come persone significative e felici.\u201d ovvero \u201cil valore educativo del servizio (di quadro)\u201d. &#8211; Il quadro \u00e8 quindi un capo che, avendo maturato le scelte del Patto associativo, si mette a disposizione per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,4],"tags":[13,14,17,22,67,81],"class_list":["post-2161","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scout","category-in-evidenza","tag-branca-lc","tag-branca-rs","tag-campi-di-formazione","tag-comunita-capi","tag-quadro","tag-servire"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.robertovian.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2161","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.robertovian.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.robertovian.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertovian.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertovian.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2161"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.robertovian.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2161\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertovian.it\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.robertovian.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2161"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertovian.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2161"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertovian.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2161"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}