{"id":2235,"date":"2025-03-15T00:45:12","date_gmt":"2025-03-14T23:45:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.robertovian.it\/?p=2235"},"modified":"2025-03-15T00:45:12","modified_gmt":"2025-03-14T23:45:12","slug":"limbarazzo-del-disegnatore-di-pecore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertovian.it\/?p=2235","title":{"rendered":"L&#8217;imbarazzo del disegnatore di pecore"},"content":{"rendered":"\n<p>Posso farvi una domanda?<br>Quanto tempo pensate di aver perso per l\u2019associazione fino ad oggi? Non ditemi che \u201cperso\u201d va sostituito con \u201coccupato\u201d o \u201cinvestito\u201d, perch\u00e9 non siamo sicuri che sia cos\u00ec. I frutti non si vedono, la maggior parte delle volte. E lasciatemi un margine di dubbio anche per quando sembrano evidenti\u2026<br>Staff, preparazione di attivit\u00e0, uscite, libretti dei campi, taglia, copia, incolla, riunioni di zona, comunit\u00e0 capi fino a notte inoltrata\u2026 pensateci\u2026 tanto se non vi \u00e8 gi\u00e0 capitato, arriva il giorno in cui vi ponete la domanda da soli, schietta e spietata&#8230; Cosa ci fa lavorare in perdita? Ecco la domanda.<br><br>Siete affezionati alla comunit\u00e0 capi? Rimanete quindi in associazione perch\u00e9 in coca avete trovato il luogo ideale per crescere e condividere ideali. Lasciatemi dubitare. A volte \u00e8 anche cos\u00ec, ma non \u00e8 la regola.<br>Siete innamorati dello scouting, amate i nodi, il fuoco sotto le stelle, la tenda, lo zaino ? E per cos\u00ec poco avete investito tanti anni della vostra vita? Uhm\u2026<br>L\u2019associazione vi ha conquistato, con le sue strutture, l\u2019iter formativo, le assemblee, le votazioni, i regolamenti,\u2026 qui ho esagerato, lo so. E\u2019 meno credibile delle altre ipotesi.<br>Secondo me il motivo per cui siamo in associazione ha a che fare con una pecora e una matita.<br><br>Per favore, mi disegni una pecora?<br>Il Piccolo Principe inizia cos\u00ec il suo dialogo con l\u2019aviatore. E l\u2019aviatore, dopo quella domanda, non riuscir\u00e0 pi\u00f9 a fare a meno del Piccolo Principe.<br>La storia la sapete, no? L\u2019aviatore cerca di disegnare una pecora, ma il Piccolo Principe non \u00e8 soddisfatto. Allora ci riprova, ma niente da fare. Allora l\u2019aviatore disegna una scatola, e dice che la pecora \u00e8 l\u00ec dentro. E il Piccolo Principe rimarr\u00e0 contento.<br><br>Pensando a tutte le volte che ho parlato a tu per tu con un lupetto o un rover, credo che fra me e lui in quel momento ci fosse un foglio e una matita. E la domanda che mi veniva rivolta era sempre la stessa: disegnami una pecora.<br>A volte ho disegnato una pecora, bellissima, quasi una fotografia. A volte ho disegnato la scatola. Altre volte il foglio \u00e8 rimasto bianco. Ma credo che sempre quella domanda abbia dato senso al mio impegno in associazione. S\u00ec, credo che il motivo per cui accettiamo di lavorare in perdita sia quella domanda che ci pongono i ragazzi.<br>Non \u00e8 la nostra capacit\u00e0 di rispondere alla domanda, perch\u00e9 spesso sbagliamo o non capiamo cosa ci viene chiesto, \u00e8 piuttosto quel momento, quell\u2019attimo in cui due vite diverse per et\u00e0, esperienza e storia entrano in contatto, e lontani da protocolli artificiosi cercano di capire qualcosa dell\u2019altro, per imparare, per conoscere, per orientarsi e collocarsi. Non trovo centrale il fatto che uno sia piccolo e l\u2019altro pi\u00f9 grande, anche se questo verticalismo qualifica il rapporto. L\u2019errore da non commettere \u00e8 quello di impostare rapporti educativi del tipo \u201cascoltami, ti insegno\u201d, lo sappiamo. Ma non perch\u00e9 non sia \u201cutile\u201d, piuttosto perch\u00e9 non \u00e8 vero !!<br>Cosa diavolo crediamo di poter insegnare ai ragazzi? Cosa veramente crediamo scolpito nella roccia della nostra vita da poterlo passare come appunti di storia al compito in classe?<br><br>Il rapporto educativo io lo vedo nell\u2019imbarazzo dell\u2019aviatore alla domanda \u201cdisegnami una pecora\u201d. E\u2019 la sorpresa di sentirsi chiedere qualcosa, a me, che non sono niente, che non so niente. Una esistenza diversa dalla mia mi interpella. Non \u00e8 la TV, non \u00e8 un concorso a premi, non \u00e8 un\u2019indagine demoscopica. E\u2019 una creatura di Dio che ho il privilegio di avere accanto per un attimo, perch\u00e9 \u00e8 quello il tempo, e si sta rivolgendo a me. E questo deve onorarmi e impegnarmi.<br>Non mi sta chiedendo di insegnargli a vivere. Mi sta chiedendo come vedo io la pecora, che \u00e8 diverso.<br>Sta facendosi un\u2019idea della pecora, e chiede a me di fargli vedere la mia. Portiamogli una fotografia e abbiamo sbagliato tutto. Sa benissimo trovare da solo una fotografia della pecora, vuole sapere se per noi \u00e8 dentro una scatola o sta brucando l\u2019erba.<br>E\u2019 tutto qui, non spaventiamoci.<br>D\u2019altronde, anche noi della pecora abbiamo un\u2019idea, non la definizione. E allora non perdiamoci a rispondere ai ragazzi come i libri stampati, guardiamoci dentro, quello che in cuore pensiamo delle cose del mondo, di Dio, degli altri. Non significa che dobbiamo rovesciare il nostro pensiero sui ragazzi, ma che non possiamo evitarli facendoli guardare da un&#8217;altra parte.<br><br>L\u2019imbarazzo dell\u2019aviatore. Non dobbiamo temere l\u2019imbarazzo, significa solo che stiamo parlando di cose vere, della vita.<br><br>E se c\u2019\u00e8 imbarazzo, significa che stiamo vivendo quel dialogo da fratello a fratello, per quanto maggiori di et\u00e0 possiamo essere.<br>Perch\u00e9 per vivere un rapporto educativo da disegnatore di pecore bisogna credere che l\u2019uomo \u00e8 uomo sempre, da piccolo e da vecchio. Un bambino non \u00e8 un essere inferiore all\u2019adulto, come non lo \u00e8 un vecchio.<br>L\u2019uomo vive un\u2019esistenza limitata, e negli anni si trasforma, fino a spegnersi fisicamente nella morte. Ma non credo che esista una fase della suo ciclo di vita in cui si possa affermare che in quel momento \u00e8 un uomo compiuto, non prima n\u00e9 dopo. Spesso ci si rivolge con sufficienza ai bambini, ai giovani e ai vecchi perch\u00e9 il linguaggio e l\u2019esperienza ci rendono distanti, ma ci dimentichiamo che il nostro destino \u00e8 stato ed \u00e8 lo stesso. Siamo di passaggio, sempre.<br>Questo significa rapportarsi con i bambini e gli adolescenti convinti che stiamo parlando a persone, uomini e donne che in questo momento sono alti un metro oppure due, pieni di acne o gi\u00e0 con la barba, ma persone, che vogliono crescere, conoscere, essere rispettati e trovare una dimensione ed un senso esattamente come lo vogliamo noi.<br>I bambini riconoscono se li stiamo trattando da bambini o da persone. E di conseguenza si comportano, ci trattano da adulti o da persone.<br><br>Concludo.<br>Il rapporto educativo tra capo e ragazzo assomiglia un po\u2019 a quando ci telefona un amico e ci dice che sar\u00e0 nella nostra citt\u00e0 fra qualche giorno. Allora noi ci offriamo di andarlo a prendere in stazione e di accompagnarlo fino a dove deve recarsi.<br>C\u2019\u00e8 un appuntamento, la promessa di esserci, il viaggio assieme, e poi il saluto.<br>Non ci sostituiamo a lui, non andiamo al posto suo.<br>Ma in quel tratto assieme c\u2019\u00e8 il mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Posso farvi una domanda?Quanto tempo pensate di aver perso per l\u2019associazione fino ad oggi? Non ditemi che \u201cperso\u201d va sostituito con \u201coccupato\u201d o \u201cinvestito\u201d, perch\u00e9 non siamo sicuri che sia cos\u00ec. I frutti non si vedono, la maggior parte delle volte. 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