{"id":2245,"date":"2025-04-17T22:39:52","date_gmt":"2025-04-17T20:39:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.robertovian.it\/?p=2245"},"modified":"2025-04-17T22:39:52","modified_gmt":"2025-04-17T20:39:52","slug":"scout-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertovian.it\/?p=2245","title":{"rendered":"Io uno scout non lo assumerei mai"},"content":{"rendered":"\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><br>Lo scoutismo \u00e8 propedeutico al lavoro?<\/h5>\n\n\n\n<p><br>Qualche anno fa girava una leggenda metropolitana secondo la quale in Lombardia alcune aziende ricercavano espressamente dei capi scout da assumere tra i quadri, proprio perch\u00e9 riconoscevano alcune capacit\u00e0 e attitudini a chi aveva condotto o conduceva attivit\u00e0 nello scoutismo. Non so se la cosa abbia mai avuto un fondo di verit\u00e0, ma \u00e8 stata per me una grande consolazione pensare che qualcuno, da qualche parte del mondo, credesse che quello che facciamo abbia a che fare con delle capacit\u00e0 e competenze, e che il mondo del lavoro, quello dove la vita si fa vera, ne apprezzi il valore.<br>Tutto sommato un capo scout dovrebbe essere una persona onesta e di equilibrio, capace fin da giovane di prendersi importanti responsabilit\u00e0, un ottimista, un giocatore di squadra, anzi, spesso un condottiero, introdotto fin da piccolo nelle piramidi gerarchiche dei ruoli, e in grado di tenere il suo posto. Cari &#8220;direttori del personale&#8221; e &#8220;gestori delle risorse umane&#8221;, cosa chiedere di pi\u00f9?<br>Eppure credo che lequazione non torni.<br>Chi entra in una azienda prima o poi sentir\u00e0 parlare di gioco di squadra, di responsabilit\u00e0, di saper lavorare in team, di &#8220;pensiero positivo&#8221;, ma si accorger\u00e0 anche che alla fine contano di pi\u00f9 i risultati e la visibilit\u00e0 rispetto le modalit\u00e0 di conseguimento. Le metodologie, gli approcci, i mezzi le filosofie devono essere orientate al raggiungimento degli obiettivi, che hanno a che fare comunque con bilanci economici. Chi lavora in proprio, poi, ho limpressione che salti le filosofie per arrivare dritto al nocciolo della questione: rimanere nel mercato.<br>Ci\u00f2 che per lo scautismo rappresenta il &#8220;fine&#8221;, per il mondo del lavoro \u00e8 spesso un &#8220;mezzo&#8221;, e viceversa.<br>Noi proponiamo limpresa per far lavorare i ragazzi in gruppo, per far passare il concetto di progetto, di fare le cose assieme; il mondo del lavoro propone limpresa per realizzare degli utili. Il capo reparto dellofficina non \u00e8 il capo reparto della Stella del Sud. Il consiglio damministrazione non \u00e8 proprio un consiglio dei capi. La Progressione Personale non \u00e8 la scheda valutativa annuale.<br>Diciamo cose diverse con un linguaggio simile. Ma sono molto diverse.<br>Di fondo vedo una differenza sostanziale: noi in staff, in coca, in zona, ci vogliamo bene per istituzione. Non ci riusciamo sempre, ma \u00e8 nostro dovere e nostro diritto. Ce lo aspettiamo. Al lavoro, se ci aspettiamo una cosa simile finiremo per soffrire, perch\u00e9 stimarsi e volersi bene non \u00e8 una clausola del contratto. A volte la convivenza nellambiente di lavoro \u00e8 un aspetto critico, da gestire, non unopportunit\u00e0, e i motivi per cui lavoriamo sono solo lontani parenti della nostra adesione al Patto Associativo<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><br>Cosa capita quando un capo scout entra nel mondo del lavoro?<\/h5>\n\n\n\n<p><br>Credo che la cosa pi\u00f9 facile da fare sia dirsi che &#8220;il lavoro \u00e8 lavoro&#8221;, cio\u00e8 considerarlo e interpretarlo come un mondo a parte, con delle regole e degli orizzonti specifici e non avvicinabili a quelli del resto della nostra vita. Gli psicologi continuano a dirci che i ragazzi di oggi riescono a calarsi in realt\u00e0 diverse senza troppi imbarazzi, anche se la scala dei valori proposta cambia sensibilmente di volta in volta. Credo che questi ragazzi indosseranno con disinvoltura labito del &#8220;professionista&#8221;, dove uno dei pochi valori universalmente riconosciuti \u00e8 &#8220;fare bene quello che devi fare&#8221;, senza troppo scendere nei particolari etici di questo &#8220;fare&#8221;.<br>Lapproccio pi\u00f9 difficile invece \u00e8 proporre il modello scout: quello dei valori prima degli obiettivi, quello del passo e le esigenze degli ultimi, del rispetto, della condivisione delle preoccupazioni e delle responsabilit\u00e0. C\u00e8 il rischio di bruciarsi la carriera, sempre che sia corretto che uno scout ambisca alla carriera professionale, questo non ce lo siamo mai detti chiaramente. Ci sono molte possibilit\u00e0 di rimanere inquadrati tra lingenuo e lidealista, apprezzato per la bont\u00e0 danimo ma perdente.<br>Di solito la &#8220;via di mezzo&#8221; \u00e8 quella consigliata dai saggi e i moderati. Ma, cari saggi e moderati, provateci a perseguirla\u2026 Competere nel mercato, rimanere a galla senza affondare qualcunaltro, rispettare i ritmi degli altri senza perdere di vista gli obiettivi da raggiungere, premere lacceleratore senza investire nessuno, inseguire gli utili senza farne lunico scopo, gentili e cortesi senza farsi mettere i piedi in testa da chi ci considera avversari\u2026<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><br>Come educatori sbagliamo in qualche cosa ?<\/h5>\n\n\n\n<p><br>Alla fine arriviamo a noi, capi educatori. Offriamo ai nostri ragazzi una palestra di vita lunga pi\u00f9 di un decennio, durante la quale proponiamo loro &#8220;parabole&#8221; da vivere, ma che devono trovare una chiave di decifrazione altrimenti rimangono esperienze appese, non calate nella realt\u00e0. Come fare? Non lo so.<br>Suppongo imparando meno a memoria schemi educativi e concentrandoci sul senso delle cose, dando la possibilit\u00e0 di vedere oltre gli strumenti che utilizziamo, il gergo che usiamo, le dinamiche che creiamo. Ma non \u00e8 facile. Daltronde stiamo chiedendo ad una significativa maggioranza di giovani capi studenti, ancora a carico dei genitori, di educare alla vita dei bambini e degli adolescenti. E sono bravi ad esserci e a provarci, perch\u00e9 la sfida \u00e8 importante e faticosa, e il clima culturale non aiuta certo ad impegnarsi e a giocarsi nelleducazione. La situazione di capo-studente porta con s\u00e9 sicuramente un livello culturale vivace e apprezzabile, non ancora per\u00f2 &#8220;vissuto&#8221; tra dinamiche ed esperienze proprie di chi lavora e, magari, si fa carico di una famiglia.<br><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h5>\n\n\n\n<p><br>Se fossi un imprenditore lombardo, uno scout non lo assumerei mai.<br>Anzi, cari giovani avviati al mondo del lavoro, quando ai colloqui vi domandano se avete degli hobbies (li chiamano cos\u00ec\u2026) pensateci bene prima di rispondere che siete capi scout.<br>Se chi vi ha posto la domanda, come molti, non conosce bene lo scoutismo potrebbe pensare che fare lo scout significhi aiutare le vecchiette ad attraversare la strada, ovviamente in calzoncini corti.<br>Se invece sa bene di cosa state parlando potrebbe decidere di crearsi meno problemi e prendere qualcuno con pi\u00f9 pelo sullo stomaco, pronto a cogliere al volo e sottoscrivere il vecchio principio che &#8220;il fine giustifica i mezzi&#8221;.<br>Il lavoro \u00e8 veramente solo lavoro?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scoutismo \u00e8 propedeutico al lavoro? 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